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Le ferie dei poveri

Finalmente ho visto i poveri in ferie. Credo sia stata la Madonna ad organizzarle quando disse a Bernardette di portare i poveri alla Grotta di Massabielle. Erano proprio in ferie. Felici, circondati da affetto, sereni e in libertà. Li ho visti a Lourdes dove sono stato con il pellegrinaggio dell'OFTAL della Sardegna.
Dopo un viaggio veramente biblico, durato due giorni, durante i quali sono stati trasferiti non so quante volte dal pullman alla nave, dalla nave al pullman, dal pullman al treno, finalmente, dal treno al pullman, sono arrivati a Lourdes. Naturalmente con il ritardo di rito, in piena notte, poi tutti sono stati lavati, sistemati e messi a dormire. Il servizio era tutto svolto da volontari che si sono pure pagati il viaggio.
Io ero andato a Lourdes per i malati, la Madonna mi scuserà, soltanto per loro e mi son voluto godere lo spettacolo evangelico che il Signore mi proponeva. Li ho osservati sempre accompagnati da tanto amore nei vari luoghi sacri per le devozioni proprie del Santuario. Erano qualche centinaio, completamente dipendenti, molti in carrozzina. Molti gravemente handicappati, alcuni evidentemente sofferenti, ma felici. Felici di trovasi sempre in prima fila. Una volta tanto persone importanti. In loro ho visto i veri poveri di cui Gesù ci parla nel Vangelo, quelli per i quali c'è il Regno dei Cieli. Allora più che guardarli li ho contemplati perché avrei dovuto imparare molto da loro. Ed è stato proprio così.
Loro comprendono solo l linguaggio dell'amore. Sentono poco le parole, percepiscono i fatti e li leggono soltanto se scaturiscono dall'amore. Sanno fare una cosa soltanto: restituire affetto e amore. Il loro è amore vero perché gratuito, puro, non può nascondere nessun altro interesse. È il loro modo per dire grazie. Sono i veri poveri perché totalmente dipendenti. Il povero, secondo il Vangelo, è colui che si sente totalmente dipendente da Dio. Esattamente il contrario di colui che dice: Io non dipendo da nessuno. Io sono mio. Loro no. Essi dipendono in tutto e la loro dipendenza è dall'amore; per questo sono felici. Ecco perché oltraggiare uno di loro, sfruttarlo, umiliarlo, è peccato più grave. È tradire un amore atteso e desiderato come l'unica ragione della vita. E sono felici, non nel senso "beato tu che non capisci niente" ma perché trovano le loro esigenze soddisfatte.
Ne ho avvicinati alcuni e mi hanno detto che Lourdes, è l'unico viaggio che fanno, atteso da tutto l'anno. È l'occasione per incontrare persone diverse, per uscire da casa. Sono proprio come i bambini e vedendoli mi sentivo risuonare dentro: "Se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli". Ho celebrato la Messa per loro ed ho distribuito la Comunione. Ma soprattutto li ho condotti nella preghiera della Via Crucis. Erano tutti davanti a me nella prateria e, mentre ci arrivavano da lontano i canti della processione Eucaristica, ho preteso insegnare loro come si porta la croce seguendo Gesù. Erano attentissimi e col capo annuivano a quanto dicevo. Soprattutto accettavano di offrire i loro sacrifici e le loro Croci per i giovani, per le famiglie, per le vocazioni, rendendosi così indispensabili per la chiesa, importanti nell'impegno della evangelizzazione.
Alla fine mi hanno ringraziato, molti personalmente, per averli fatti pregare. Ho anche consegnato le medaglie ai volontari con il nastrino su cui ogni anno aggiungono un segno di presenza. Ne abbiamo consegnate a molti che erano venuti venticinque volte e altri ancora di più. Oltre ad aver pregato, ho anche constato che Lourdes è proprio uno spettacolo da vedere. C'ero stato tante volte, quest'anno non riuscivo a non vederlo se non come il luogo delle ferie dei poveri, organizzate dalla Madonna. Qui si esercita un volontariato che è un coinvolgimento reale in quella dinamica evangelica che ricrea, che libera col suo senso di gratuità e fa riposare. Credo sia un bel modo per fare le proprie ferie.
Alla fine mi hanno ringraziato, molti personalmente, per averli fatti pregare. Ho anche consegnato le medaglie ai volontari con il nastrino su cui ogni anno aggiungono un segno di presenza. Ne abbiamo consegnate a molti che erano venuti venticinque volte e altri ancora di più. Oltre ad aver pregato, ho anche constato che Lourdes è proprio uno spettacolo da vedere. C'ero stato tante volte, quest'anno non riuscivo a non vederlo se non come il luogo delle ferie dei poveri, organizzate dalla Madonna. Qui si esercita un volontariato che è un coinvolgimento reale in quella dinamica evangelica che ricrea, che libera col suo senso di gratuità e fa riposare. Credo sia un bel modo per fare le proprie ferie.

Giuseppe Mani

Arcivescovo di Cagliari